Ato Idrico Agrigento

  Servizio Idrico Integrato

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 Normativa di Settore

 

 

Principali normative attinenti in modo diretto o indiretto
al servizio idrico integrato che nel tempo si sono susseguite.


Il testo della Gazzetta Ufficiale è riprodotto solo a scopo informativo e non se ne assicura la rispondenza al testo della stampa ufficiale, a cui solo è dato valore giuridico. Non si risponde, pertanto, di errori, inesattezze ed incongruenze dei testi qui riportati, nè di differenze rispetto al testo ufficiale, in ogni caso dovuti a possibili errori di trasposizione.


 

 

Comunitaria

Direttiva 2000/60/CE modificata da decisione 2445/2001/CE

 

"Direttiva quadro nel settore delle acque"

Comunicazione della Commissione del 21 Febbraio 1996

 

"Politica Comunitaria di protezione gestione acque"

Direttiva 98/83/CE del Consiglio 3/11/98 Dir 75/440/CEE

 

"Nuove Disposizioni"

Direttiva 91/271/CEE del Consiglio del 21/5/91

 

"Acque Reflue Urbane"

Direttiva 91/676 CEE del Consiglio del 12/12/91

 

"Nitrati"

Direttiva 82/176 CEE del Consiglio del 22/3/82

 

"Mercurio"

Direttiva 96/61/CEE del Consiglio del 24/9/96

 

"Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento"

Nazionale

Legge 5 gennaio 1994 n, 36

 

"Disposizioni in materia di risorse idriche" (legge Galli)

Tale normativa si pone come punto di riferimento nella disciplina dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione. Il principio ispiratore della legge Galli risiede nel concetto di gestione integrata del servizio che deve essere condotto secondo i moderni criteri di gestione industriale. Per la realizzazione di tale obiettivo si pone, come premessa fondamentale, una dimensione territoriale sufficientemente ampia ed un conseguente superamento della attuale frammentazione, in maniera tale da poter realizzare quelle economie di scala che consentono di razionalizzare ed ottimizzare la gestione del servizio. Di conseguenza i servizi di gestione verranno unificati, in ciascun Ambito Territoriale Ottimale, sotto un Ente Gestore che sarà responsabili dell’intero ciclo delle acque.

Gli investimenti per migliorare e mantenere in efficienza le infrastrutture necessarie per l’erogazione del servizio vanno coperti da un adeguato meccanismo tariffario senza alcun sussidio governativo. A tale onere, che deve essere sopportato dall’utente, è collegato la presenza di limiti imposti all’incremento di tariffa, che discende da una definizione di obiettivi di qualità, livelli minimi di servizio, stabiliti dall’Autorità d’ambito in rappresentanza dell’utenza.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 Marzo 1996

 

 "Disposizioni in materia di risorse idriche"

Il decreto definisce, ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 36/94, le metodologie ed i criteri a cui attenersi a completamento ed integrazione delle norme già delineate nella richiamata legge. In particolare sono espresse le linee e le direttive generali inerenti il censimento della risorsa idrica, ai fini di un bilancio della stessa, onde individuare gli squilibri ed assicurare e programmare l’equilibrio tra disponibilità e fabbisogni, tenuto conto della priorità d’uso per il consumo umano. Le soluzioni da adottare devono essere individuate secondo criteri di efficienza sotto il profilo economico-sociale e verificate con tecniche di analisi costi-benefici. Il D.P.C.M. fornisce i criteri a cui deve attenersi il Gestore del servizio idrico integrato; questi devono basarsi su principi di efficienza, efficacia ed economicità e il Gestore dovrà garantire i livelli minimi dei servizi riportati dal decreto stesso.

Decreto del Ministro dei lavori Pubblici 1 Agosto 1996

 

"Metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo e la determinazione della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato".

Costituisce la norma a cui l’Autorità d’ambito deve fare riferimento per la determinazione della tariffa reale media in conseguenza della previsione del piano finanziario e del modello gestionale (Piano d’ambito). L’ambito determina la tariffa reale media del primo esercizio, e di quelli successivi, sulla base delle indicazione fornite nel D.M., in cui il legislatore definisce il concetto e l’applicazione di "limite di prezzo", inteso come indice percentuale di incremento annuale massimo consentito della tariffa reale media. Il metodo normalizzato prevede che in ciascun anno del Piano la tariffa reale media venga calcolata come rapporto tra i costi al numeratore (costi operativi, ammortamenti e remunerazione del capitale investito) ed il volume erogato al denominatore, confrontando poi tale valore con la tariffa reale media dell’anno precedente al fine di verificare il rispetto del limite di prezzo.

Decreto del Ministro dei lavori Pubblici 8 Gennaio 1997, n.99

 

"Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature"

Il Regolamento ha come oggetto i criteri e metodi in base a cui valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature; inoltre pone le linee guida per l’effettuazione delle rilevazioni ed organizzazione del relativo sistema di monitoraggio e per la stesura dei rapporti annuali sulle perdite che il gestore deve trasmettere al Ministero di LL.PP. Lo stesso Regolamento impone che, dall’esito dei bilanci dei volumi, il gestore procederà ad una specifica campagna di ricerca perdite al fine di ridurre lo spreco di risorsa (rete d’acquedotto) o l’inquinamento dell’ambiente (rete fognaria).

Circolare 24 febbraio 1998 n. 105/UPP 

 

"Nota esplicativa al decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 8 gennaio 1997, n. 99, recante: Regolamento sui criteri e sul metodo in base al quale valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature".

Si tratta di note esplicative ed integrative al metodo dì calcolo illustrato nel Regolamento di cui al punto precedente.

Decreto del Ministro delle Finanze 25 Febbraio 1997,n.90

 

"Regolamento recante modalità di applicazione dell'articolo 18,comma 5, della legge 5 Gennaio 1994,n. 36 in materia di risorse idriche"

Decreto del presidente della Repubblica 18 Febbraio 1999, n.238

 

"Regolamento recante norme per l'attuazione di talune disposizioni della legge 5 gennaio 1994, n. 36, in materia di risorse idriche"

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 Aprile 1999

 

"Schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato".

Tale documento costituisce lo schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato (SII), al fine di favorirne l’adozione da parte dei soggetti gestori. Nel quadro degli aspetti generali della carta, individuati da detto D.P.C.M., viene evidenziato il fatto che i contenuti della carta costituiscono elemento di valutazione da parte dell’Autorità concedente del servizio al momento dell’affidamento o del rinnovo del SII, al gestore. La carta fissa principi e criteri per l’erogazione del servizio e costituisce elemento integrativo dei contratti di fornitura. Nello stesso D.P.C.M. si evidenzia, inoltre, l’obbligo del gestore di adottare un Sistema di Qualità quando l’utenza servita superi i 100.000 abitanti. Il Sistema deve essere allegato alla Convenzione ed è redatto conformemente alle norme della serie UNI 29000. L’obbligo per il gestore di adottare tale Sistema era già stato previsto al par. 8.4.11 del D.P.C.M. 4/3/1996.

Decreto Legislativo 11 Maggio 1999,n.152

 

"Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/Cee relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. (Pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 101/L alla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio 1999)"

Il decreto individua nel corpo idrico ricettore l’elemento in base al quale definire il livello di trattamento a cui il refluo deve essere sottoposto prima dello scarico finale e definisce il concetto di "aree sensibili" e "aree meno sensibili". In particolare stabilisce che per le aree sensibili occorre prevedere un "trattamento più spinto" mentre in ambienti meno sensibili potrebbe essere sufficiente un trattamento di tipo primario. Inoltre individua i limiti di emissione degli scarichi idrici per gli impianti superiori ai 2000 A.E. (abitanti equivalenti) , distinguendo tra scarichi in corpi d’acqua superficiali e scarichi su suolo, mentre per gli impianti inferiori ai 2000 A.E. auspica il ricorso a tecnologie di depurazione naturale quali il lagunaggio o la fitodepurazione, o tecnologie come i filtri percolatori o impianti ad ossidazione totale.

In base a tale decreto la conformità dello scarico può essere valutata o secondo un limite di emissione legato alla concentrazione oppure secondo un limite di emissione legato alla percentuale di riduzione della carica inquinante tra l’ingresso e l’uscita dell’impianto. Per quanto riguarda la disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, la norma prevede che le Regioni, su proposta delle Autorità d’ambito, individuino le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto e vieta l’insediamento dei centri di pericolo e lo svolgimento di attività che possono danneggiare la risorsa nelle zone di rispetto.

Decreto Legislativo 18 Agosto 2000,n.267

 

"Testo unico delle Leggi sull'ordinamento degli Enti Locali"

Il presente testo unico contiene i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali.

Decreto Legislativo 2 Febbraio 2001,n.31

 

"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano."

Disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano ed individua i requisiti minimi che tali acque devono avere. Inoltre stabilisce che i requisiti minimi devono essere rispettati, per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano, prevedendo altresì che il Gestore del servizio abbia adempiuto agli obblighi del decreto quando i valori di parametro sono rispettati al punto di consegna quale punto di delimitazione tra l’impianto di distribuzione domestico e la rete di distribuzione esterna. Le acque destinate al consumo umano devono essere conformi ai nuovi parametri entro il 25 dicembre 2003.

Attribuisce alle Autorità d’ambito, d’intesa con l’ASL interessata e con il Gestore, il compito di individuare, nel caso in cui le acque destinate al consumo umano non corrispondano ai valori di parametro fissati, le cause della non conformità e di indicare i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità. Il decreto prevede che le acque destinate al consumo umano siano conformi ai nuovi parametri entro il 25 dicembre 2003.

Decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 22 novembre 2001

 

"Modalità di affidamento in concessione a terzi della gestione del servizio idrico-integrato, a norma dell'articolo 20,comma1 della legge 5 gennaio 1994 n. 36"

 

Decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 12 Giugno 2003,n.185

 

"Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152."

Decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 28 Luglio  2004

"Linee guida per la predisposizione del bilancio idrico di bacino, comprensive dei criteri per il censimento delle utilizzazioni in atto e per la definizione del minimo deflusso vitale, di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152."

 

Regionale

Legge Regionale 27 Aprile 1999 n.10

 

"Misure di finanza regionale e norme in materia di programmazione, contabilità e controllo.
Disposizioni varie aventi riflessi di natura finanziaria."

Con particolare attenzione agli artt. 23, 69, 70, 71.

Decreto Presidenziale  07 agosto 2001

 

"Modalità di costituzione degli ambiti territoriali ottimali per il governo e l'uso delle risorse idriche."

Legge Regionale 26 marzo 2002  n. 02 Art. 37

 

"Le procedure di trasformazione dell'Ente acquedotti siciliani (E.A.S.) in società per azioni"

Legge Regionale 9 Agosto 2002 n.11

 

"Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia. Interventi per gli immobili di Siracusa-Ortigia. Provvedimenti per l'approvigionamento idrico."

Legge Regionale 3 Dicembre 2003 n. 20

 

"Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per l'anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in materia di organizzazione amministrativa e di sviluppo economico."

Legge Regionale 31 maggio  n. 09 art. 04

 

"Equilibri economico-geststionale piano di ambito delle province di Agrigento e Caltanissetta"