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Inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole

1) OBIETTIVO

Ridurre o prevenire l'inquinamento delle acque, diretto e indiretto, provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.

2) ATTO

Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque contro l'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole [Gazzetta ufficiale L 375 del 31.12.1991].

3) SINTESI

L'inquinamento idrico provocato dai nitrati è stato favorito dai metodi di produzione agricola intensiva, che hanno portato ad un maggiore impiego di fertilizzanti chimici e alla più forte concentrazione di capi di bestiame in piccoli appezzamenti.

L'inquinamento idrico provocato dai nitrati suscita problemi in tutti i Paesi della Comunità. Le fonti di tale inquinamento sono diffuse (emissioni in molteplici località, di difficile localizzazione) ed i principali responsabili di esso, le aziende agricole, sono sensibili agli elementi che hanno ripercussioni economiche sulla propria redditività.

Negli anni 80 si è registrata una costante degradazione della situazione (l'aumento medio annuo della concentrazione di nitrati nelle acque è pari a 1 mg/l), riconducibile all'allevamento fuori terreno (polli, suini) in aree già saturate e a colture intensive, che comportano il ricorso al chemiodiserbo e alla sovraconcimazione.

La conferenza ministeriale di Francoforte, del 1988, ha riesaminato la legislazione relativa alla tutela delle acque. I partecipanti hanno ribadito la necessità di migliorare tale legislazione; ciò ha portato all'adozione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva sui nitrati.

Gli Stati membri individuano sul proprio territorio:

  • le acque, di superficie o sotterranee, inquinate o che potrebbero essere inquinate, sulla base della procedura e dei criteri di cui nella direttiva;

  • le zone vulnerabili che concorrono all'inquinamento.

Gli Stati membri fissano codici di buona pratica agricola, applicabili a discrezione degli agricoltori, come definito nell'allegato II.

Gli Stati membri elaborano ed applicano programmi di azione per le zone vulnerabili, che comprendono le misure vincolanti descritte nei codici di buona pratica agricola, nonché provvedimenti intesi a:

  • limitare l'impiego in agricoltura di fertilizzanti che contengono azoto;

  • fissare restrizioni per l'impiego in agricoltura di effluenti di allevamento.

La direttiva autorizza gli Stati membri gli Stati membri a completare o rafforzare i programmi di azione, per conseguire gli obiettivi della direttiva.

Gli Stati membri sorvegliano la qualità delle acque, applicando a tal fine metodi standardizzati di misura di riferimento per i composti azotati.

10. La direttiva stabilisce disposizioni relative all'adeguamento degli allegati al progresso scientifico e tecnico.

Gli Stati membri elaborano e presentano regolarmente alla Commissione relazioni sull'attuazione della direttiva.

Atto

Data
di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Direttiva 91/676/CEE

19.12.1991

20.12.1993

 

4) DISPOSIZIONI D'APPLICAZIONE

Relazione - COM(97) 473 def.
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'attuazione della direttiva 91/676/CEE del Consiglio, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
Secondo la Commissione quattro anni dopo la scadenza del termine previsto dalla direttiva (20 dicembre 1993) solo quattro avevano soddisfatto l'obbligo di recepimento. Si tratta della Danimarca, della Spagna, della Francia e del Lussemburgo.
La maggior parte degli Stati membri ha fissato codici di buona pratica agricola, ma la Commissione ritiene importante riesaminarne il contenuto e valutare la coerenza di codici applicabili a regioni con caratteristiche analoghe.
La direttiva "nitrati" prevede che gli Stati membri possano essere esentati dall'obbligo di designare zone vulnerabili specifiche quando lanciano programmi di azione sul piano nazionale. Alcuni Stati membri hanno fatto ricorso a tale deroga (Danimarca, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Austria). Alla data della relazione la maggior parte dei paesi non aveva designato le zone vulnerabili, come stabilito dalla direttiva (Belgio, Grecia, Spagna, Portogallo, Finlandia e Regno Unito).
L'istituzione di programmi d'azione a favore delle zone vulnerabili costituisce l'elemento essenziale della direttiva "nitrati": tali programmi, infatti, erano destinati ad imporre misure restrittive obbligatorie all'attività degli agricoltori. I programmi d'azione avrebbero dovuto essere avviati il 20 dicembre 1995. All'atto pratico però il 30 luglio 1997 solo la Danimarca, la Germania, il Lussemburgo, l'Austria e la Svezia avevano notificato alla Commissione il proprio programma d'azione.
Secondo la Commissione è troppo presto per determinare l'effettivo impatto della direttiva sull'inquinamento causato dai nitrati, a causa del recepimento tardivo e in qualche caso incompleto della direttiva medesima. In seguito alla presentazione della relazione non si prevede pertanto la revisione della direttiva.

Relazione - COM(98) 16 def.
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle misure adottate in conformità della direttiva 91/676/CEE del Consiglio, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Sintesi delle relazioni inviate alla Commissione dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 11.
Ai sensi dell'articolo 11 della direttiva. La Commissione ha presentato una relazione di sintesi, contenente una breve panoramica delle misure nazionali adottate e della situazione nei singoli Stati membri.
La mancanza di coerenza delle informazioni fornite dagli Stati membri induce la Commissione a raccomandare l'uso di un formulario comune per la redazione delle relazioni nazionali.
Una relazione della Commissione sul recepimento della direttiva "nitrati" è prevista per la fine del 1999.

Relazione - COM(2002) 407 def.
Relazione della Commissione, del 17 luglio 2002, sull'entrata in vigore della direttiva 91/676/CEE del Consiglio relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento dai nitrati provenienti da fonti agricole. Sintesi delle relazioni elaborate dagli stati membri per l'anno 2000.
Tutti gli Stati membri hanno recepito la direttiva, creato una rete di sorveglianza, stabilito un codice di buona pratica e designate le zone vulnerabili (eccetto l'Irlanda). Queste reti di sorveglianza mostrano che più del 20% delle acque sotterranee dell'Unione e il 30-40% dei laghi e fiumi presentano concentrazioni troppo alte in nitrati. L'azoto di origine agricola rappresenta il 50-80% dell'apporto di nitrati nelle acque europee.
Gli effetti dell'applicazione della direttiva saranno raggiunti soltanto in alcuni anni, ma in alcune regioni si osservano già risultati positivi.
La relazione giudica la direttiva di piena attualità e non da rivedere, ma sono auspicabili azioni per migliorare l'applicazione:

  • studi sul rapporto costo/efficacia delle misure preventive;

  • maggiori controlli in loco e sanzioni in caso di inosservanza.

Il coordinamento per un'applicazione comune delle direttive sull'acqua risulta necessario, tra l'altro nei settori seguenti:

  • armonizzazione di punti di prelievo, reti, parametri e controlli della qualità dell'acqua;

  • valutazione dell'apporto di sostanze nutrienti nell'acqua e della loro origine;

  • sviluppo di modelli che collegano gli effetti sull'ambiente e le cause.

5) ALTRI LAVORI

Ultima modifica: 30.07.2002