Ato Idrico Agrigento

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Direttiva quadro nel settore delle acque

1) OBIETTIVO

Fissare un quadro comunitario per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee, che assicuri la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento, agevoli l'utilizzo idrico sostenibile, protegga l'ambiente, migliori le condizioni degli ecosistemi acquatici e mitighi gli effetti delle inondazioni e della siccità.

2) ATTO

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque [Gazzetta ufficiale L 327, 22.12.2000].

Modificata dal seguente atto:

Decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001 [GU L 331 del 15.12.2001]

3) SINTESI

1. Ai fini dell'applicazione della presente direttiva gli Stati membri individuano tutti i bacini idrografici presenti nel loro territorio e li assegnano a distretti idrografici. Un bacino idrografico che si estende sul territorio di più Stati membri sarà assegnato a un distretto idrografico internazionale. Per i singoli distretti idrografici un'autorità competente è designata entro il 22 dicembre 2003.

2. Entro quattro anni dall'entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri provvedono affinché, per ciascun distretto idrografico siano effettuati l'analisi delle caratteristiche del distretto, l'esame dell'impatto delle attività umane sulle acque e l'analisi economica dell'utilizzo idrico e si compili un registro delle aree alle quali è stata attribuita una protezione speciale. Deve essere individuata l'ubicazione dei punti del corpo idrico sotterraneo usati per l'estrazione di acque destinate al consumo umano che forniscono più di 10 m3 al giorno o servono più di 50 persone.

3. Entro nove anni dall'entrata in vigore della direttiva per ciascun distretto idrografico devono essere predisposti un piano di gestione e un programma operativo che tenga conto dei risultati delle analisi e degli studi di cui al punto 2.

4. Le misure previste nel piano di gestione del distretto idrografico sono destinate a:

  • prevenire la deteriorazione, migliorare e rispristinare le condizioni delle acque superficiali, ottnere un buono stato chimico ed ecologico di esse e ridurre l'inquinamento dovuto agli scarichi e alle emissioni di sostanze pericolose;

  • proteggere, migliorare e rispristinare le condizioni delle acque sotterranee, prevenirne l'inquinamento e la deteriorazione e garantire l'equilibrio fra l'estrazione e il rinnovo;

  • preservare le zone protette.

5. Gli obiettivi di cui sopra devono essere conseguiti entro quindici anni dall'entrata in vigore della direttiva, data che può essere però rinviata o resa meno vincolante, fermo restando il rispetto delle condizioni stabilite dalla direttiva.

6. Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione attiva di tutti gli interessati all'attuazione della presente direttiva, segnatamente per quanto concerne i piani di gestione dei distretti idrografici.

7. Una temporanea deteriorazione delle masse idriche non costituisce infrazione alla presente direttiva se è dovuta a circostanze eccezionali e non prevedibili, provocate da un incidente, una causa naturale o un caso di forza maggiore.

8. con decorrenza dal 2010 gli Stati membri devono provvedere affinché le politiche dei prezzi dell'acqua incentivino gli utenti a usare le risorse idriche in modo efficiente e affinché i vari comparti dell'economia diano un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici, compresi i costi per l'ambiente e le risorse.

9. La Commissione presenta un elenco degli inquinanti prioritari , selezionati fra quelli che presentano un rischio significativo per l'ambiente acquatico o trasmissibile tramite l'ambiente acquatico. Presenta inoltre misure intese a mantenere sotto controllo tali sostanze e norme di qualità relative alla concentrazione di esse. Le prime sono destinate a ridurre, arrestare o eliminare gli scarichi, le emissioni e le perdite delle sostanze prioritarie. Tale elenco costituirà l'allegato X della presente direttiva.

10. Due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva la Commissione pubblica una proposta contenente provvedimenti specifici intesi a prevenire e controllare l'inquinamento delle acque sotterranee.

11. Entro dodici anni dalla data dell'entrata in vigore della direttiva, e successivamente ogni sei anni, la Commissione pubblica una relazione sull'attuazione di essa. La Commissione convoca, quando opportuno, una conferenza cui partecipano le parti interessate alla politica comunitaria in materia di acque, alla quale partecipano gli Stati membri, i rappresentanti delle autorità competenti, del Parlamento europeo, delle ONG, delle parti sociali e dei soggetti economici, delle associazioni di consumatori, del mondo accademico e altri esperti.

12. La direttiva prevede che gli Stati membri stabiliscono sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di infrazione alle disposizioni di essa.

13. Sette anni dopo l'entrata in vigore della direttiva sono abrogati i seguenti atti:

  • direttiva 75/440/CEE ;

  • direttiva 77/795/CEE ;

  • direttiva 79/869/CEE ;

Tredici anni dopo l'entrata in vigore della direttiva sono abrogati i seguenti atti:

  • direttiva 78/659/CEE ;

  • direttiva 79/923/CEE ;

  • direttiva 80/68/CEE ;

  • direttiva 76/464/CEE , eccezion fatta per l'articolo 6, che è abrogato con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Direttiva 2000/60/CE

22.12.2000

22.12.2003

Decisione n. 2455/2001/CE

16.12.2001

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4) DISPOSIZIONI D'APPLICAZIONE

Dichiarazione della Commissione - Gazzetta ufficiale L 327 del 22.12.2000 La Commissione segnala che la relazione che pubblicherà a norma dell'articolo 17, paragrafo 3 della direttiva conterrà un'analisi del rapporto costi-benefici.

5) LAVORI ULTERIORI

Ultima modifica: 08.01.2002